La Calata di Sant’Antonio – Pillole di storia

Pillole di Storia, aspettando Sant’Antonio

Finalmente arriviamo alla “ La Calata di Sant’Antonio “

hqdefaultLa Calata di Sant’Antonio.

E’ l’ultimo martedì di maggio, il paese viene svegliato dai botti che annunciano la festa. Le massaie di buon mattino sono al lavoro per preparare il succulento pranzo che si consumerà rigorosamente dopo la processione. In lontananza si odono le note della banda musicale che accompagnerà il Santo suonando musiche religiose e marce sinfoniche. Intanto si è fatta ora di raggiungere il Santuario dei Lattani, lungo tutto il tragitto che da Roccamonfina porta al sacro monte i giovani delle contrade che si incontrano, sono tutti indaffarati ad abbellire e adornare la strada per renderla più bella con fiori, festoni, palloncini,nastri. Merita una nota di approfondimento parlare del tradizionale SALUTO DELL’ANGELO organizzato dalla famiglia Di Stefano oggi identificata in “Antonio Marpione” ad ogni Calata di Sant’Antonio. Lungo il tragitto che dalla frazione denominata Gallo che porta al Santuario, si può osservare in una zona meno scoscesa un gruppo di persone indaffarate, sono i “” FUOCHISTI “” (ossia operatori ed esperti di fuochi pirotecnici) che posizionano i “ MORTAI “ (tubi in acciaio con i quali vengono lanciati in aria le bombe carta per lo spettacolo pirotecnico). Qui si assisterà ad una competizione di fuochi pirotecnici organizzata dagli amici del CIRCOLO SAN MICHELE ARCANGELO di Gallo ai quali va il nostro plauso. Siamo arrivati all’ultima curva dopo la quale si scorge tra il verde dei castagni la costruzione imponente del Santuario, da questo punto già diventa difficoltoso avanzare, perché moltissimi fedeli provenienti da comuni limitrofi, sono giunti a piedi per rendere omaggio al Santo Di Padova e alla Santa Vergine dei Lattani , in questo tratto a destra e sinistra troviamo diverse bancarelle che vendono di tutto.

Il piazzale dinanzi alla chiesa è come un uovo sodo, non c’è spazio nemmeno per girarsi, ed entrare nel sacro tempio sarà difficile, ma tra una spinta e l’altra siamo entrati. Sul lato destro dell’altare maggiore troneggia la statua del Santo Patrono adorno di gigli bianchi profumatissimi. Suona la campanella e tutto il brusio che c’era finisce, il CORO REGINA MUNDI intona il canto di ingresso e accompagna i celebranti all’altare. Dopo la Santa messa il Santo viene portato all’ingresso della chiesa, qui esso verrà consegnato dai frati che lo custodiscono, alle autorità civili e religiose che coadiuvati da devoti lo porteranno in processione a Roccamonfina.

Ci si ferma nel pianoro sopra citato per assistere alla gara pirotecnica; dopodiché si riparte attraversando la frazione Gallo ci fermiamo nei pressi della chiesa viene fatta

“” L’AMMESSA”” il santo sempre portato a spalla scende a Rocca tra musiche e scoppiettanti mortaretti. All’ingresso quasi della piazza , avviene il saluto dell’ANGELO e dopo aver fatto il giro della piazza il Santo entra in chiesa .

A cura di Franco Picaro e Gina Migliozzi

 

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